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Società e Attualità

Sex positivity

e il doppio standard di cui tutti potremmo fare a meno

E il sesso no che poi ti rovini la reputazione.

E non sc*parne troppe di persone perché altrimenti ti fai un brutto nome. Ma ehi, non stare senza sc*pare altrimenti sei frigida. Non provare a scriverne eh: sei matta, lo fai solo per farti vedere. Sei egocentrica se parli di sesso. Tu non ne sai niente di c*zzo. E perché dovrebbe essere normale parlarne? Non sono serie le donne così. Hai una certa età, non sei più

una ragazzina. Sei una ragazzina, non dovresti fare certe cose. Ma non è sbagliato farlo? Non ti crea vergogna? Se non vuoi farlo fatti curare. Ne fai troppo, fatti curare. Non è femminista. È troppo.

Che schifo.

Che imbarazzo.

Che troi*.

Queste sono alcune cose che mi capita di sentire da quando scrivo di (parlo di e divulgo sul) sesso. E sono cose che si sentono dire tutte le donne da quando hanno il menarca fino alla menopausa (dopo no, per l’occhio maschile arrivata a quel punto sei un contenitore vuoto quindi stic*zzi).

Il concetto di sessualità è stato ormai così imbrigliato da aver perso l’aspetto ludico svincolato dal giudizio morale. Ogni sua sfaccettatura deve avere almeno una problematica altrimenti lo farebbero tuttə con piacere e libertà e non ci sarebbe più una così potente forma di controllo verso i corpi considerati secondari e quindi usabili.

Socialmente infatti il sesso rimanda per forza di cose a valori morali, intellettivi e deontologici che nulla hanno a che fare con esso ma che servono a controllarne la fruibilità.

E a subire questo rigoroso metro di giudizio è la donna per la quale il sesso, in tantissimi periodi della vita, è tutto tranne che una festa.

Proprio per il valore morale che solo per lei questo atto deve avere. Non ci credi?

Chiedi ad una qualsiasi donna quante volte si sia sentita dire “smettila di fare la troi*” e di come questo giudizio abbia inficiato anche solo momentaneamente il suo rapporto con il proprio piacere.

 Ecco.

Ora chiedilo ad un uomo.

Ti è più chiaro adesso il concetto di doppio standard?

Luana Vella

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