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Uno-due Red Bull, Ferrari rimandata a Barcellona.

Dopo l’Australia tutti i tifosi della Ferrari erano al settimo cielo, una Ferrari forte e a tratti dominante aveva reso la debacle tecnica Red Bull (doppio ritiro in quel di Melbourne) quasi un dettaglio di poco conto, la vulgata comune era pressocché di questo genere: “la Ferrari  è la macchina più forte… quest’ anno si vince facile…”. Mai tali commenti furono più avventati.

Deve essere stato certamente un brusco risveglio per i tifosi in rosso quello di Imola, dove solo parzialmente la pioggia, caduta copiosa durante il fine settimana italiano,è riuscita a smussare i contorni di una sconfitta netta, ancor più cocente perché casalinga. D’ altronde era ancora troppo fresca l’ immagine di un Leclerc in festa che, di fronte ai giornalisti, trattenendo a stento la gioia, diceva: «…la macchina oggi era una bestia!». 

Ecco quindi che sopraggiunge l’ incubo: vedere, cioè, ripetersi lo stesso spettacolo sul nuovissimo tracciato di Miami, in Florida. Vero è che la pista americana si addiceva più alle caratteristiche della vettura progettata da Adrian Newey, così come è vero che la differenza l’ hanno fatta i dettagli…ma è anche assolutamente vero, un dato di fatto oggettivo, che per la seconda gara consecutiva Leclerc si è visto sverniciare da una Red Bull senza a sua volta poterla attaccare concretamente: a Imola ciò era accaduto due volte e aveva portato all’ esasperazione il giovane talento monegasco tanto da condurlo nel primo grande errore della stagione, a Miami lo scenario si è ripetuto nelle fasi iniziali della gara vanificando cosi la straordinaria pole position (l’ ennesima) del sabato. Uno-due pesantissimo!

La riflessione in casa Ferrari è già iniziata, e non potrebbe essere altrimenti per una squadra che quest’anno punta dichiaratamente al titolo. Gli aggiornamenti portati in pista sin da Imola dalla Red Bull hanno prodotto il risultato di spostare l’ ago della bilancia dei favoriti più verso Milton Keynes che a Maranello, quei famosi «due decimi» che Mattia Binotto ha citato dopo Miami ci sono e, per quanto pochi, pesano, almeno in gara e in particolar modo nelle battaglie corpo a corpo. La grande carenza della Rossa è stata identificata e risiede al momento nella non sufficiente velocità di punta in rettilineo. Il problema non è di facile risoluzione poiché la vettura, per come è stata progettata, ha un corpo macchina abbastanza generoso, frutto di attenti studi comparativi in galleria del vento, e anche perché da quest’ anno la tenaglia del “budget cap”, il limite di spesa, è particolarmente stringente. 

La speranza degli uomini in rosso è, quindi, quella di riuscire a recuperare il gap creatosi con la rivale attraverso l’ introduzione di cospicui aggiornamenti tecnici attesi già per il prossimo appuntamento che avrà luogo a Barcellona. Sarà quello il primo vero banco di prova per le ambizioni iridate del Cavallino, sia perché dirà molto sulle capacità di sviluppo del team, sia perché notoriamente il circuito catalano è un tracciato completoper caratteristiche e chi va forte là va forte più o meno ovunque. Il verdetto va dunque alla pista, il margine di errore è minimo, così come quello in classifica, bisogna reagire ora!

Marco Cavallaro;

dottore in Lettere moderne;

giovane scrittore, autore e produttore di video di approfondimento sul mondo della Formula 1.

Canale YouTube: *L’ANALISI NON TECNICA*. 

URL: https://www.youtube.com/channel/UC2z0iEyujNjh_FPUdjvz8Zg

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