Categorie
Senza categoria

Appello al buon giornalismo

Negli ultimi decenni, il mondo dell’informazione si è preoccupantemente polarizzato. Non esistono più giornali schierati, pronti a fornire notizie “scomode” che vadano contro una forte ideologia. La caduta delle grandi ideologie, con la fine del secolo passato, ha portato i giornali, i giornalisti e i servizi di informazione assolutamente inutili nella loro quantità. Se qualche decennio fa avessimo letto giornali di diversa appartenenza politica, avremmo avuto la possibilità di ricevere molte più informazioni di quante possiamo riceverne oggi, spesso contrastanti, è vero, ma concedevano al lettore la possibilità di creare un suo modo di vedere le cose sull’attualità di quei tempi. Oggi non è più così. È ancora utile prediligere una certa testata rispetto a un’altra? Servono ancora i vari nomi, le varie penne? Oggi come oggi sembra che tutti i giornali rappresentino sempre la stessa bandiera, riportino minuziosamente gli stessi argomenti, o meglio, le stesse informazioni riguardo ad alcuni eventi riportati, senza dare al cittadino la possibilità di sentire “altre campane”. 

Purtroppo (o per fortuna), la rivoluzione digitale ha portato i giornali a trovarsi inadeguati in un mondo in cui è sempre più facile riceve notizie, sebbene, come sappiamo, esse non debbano essere sempre prese come autentiche, ma anzi siamo molto più a rischio di incappare in fake news e notizie distorte. A prescindere da tutto ciò, il mondo della carta stampata, del giornalismo e della cronaca sono entrati in una profonda crisi di vendite; ciò è innegabile. Il giornale, per recuperare le gravi perdite che ogni anno subisce, è costretto a riportare notizie che “fanno gola”, notizie succulente e che portano vendite o visualizzazioni. È ormai consuetudine quasi assoluta ricorrere a titoli scandalistici e tragici, bombardando (televisione compresa) il lettore con notizie mai diverse, ma sempre drammatiche. Se ci si fermasse a leggere i titoli di un articolo, probabilmente ognuno di noi crederebbe di vivere in una situazione apocalittica, ma se poi, come dovremmo sempre fare, andassimo a leggere l’articolo per intero, noteremmo come le reali notizie riportate, epurate poi dalle ipotesi e dalle supposizioni che (chissà come mai) sono sempredrammatiche, al margine dell’apocalittico. Purtroppo tutto questo non serve a informare il cittadino, semmai serve a spaventarlo, a invogliarlo a cercare altre notizie, che spera siano ottimistiche, e che non trova mai, ma che, dall’altro lato, fanno crescere le visualizzazioni e i guadagni di questo potere ormai in crisi. Si pensi alla crisi sanitaria provocata dalla pandemia di COVID-19. In questi due anni non potevamo aprire un quotidiano senza trovare notizie su notizie che non facevano altro che discutere di COVID, di contagi, di morti, di vaccini etc., che, tirando le somme, non hanno né aiutato i lettori ad avere le idee più chiare, né la comunità ad agire in maniera responsabile. Tutti quelli che potevano essere i problemi che fino a un giorno prima sembravano essere importanti e improrogabili, come la situazione economica, le riforme, l’Europa, la politica internazionale, il terrorismo, le violenze etc., sono misteriosamente scomparse, obliate dal grande dramma del COVID-19, importante tanto quanto le altre questioni lasciate in sospeso. 

Oggi, con la guerra in Ucraina, vediamo lo stesso fenomeno. Il COVID non è scomparso tanto dalla nostra vita, quanto ( chissà perché) dai giornali, che straripano di immagini raccapriccianti, di parole dure, di notizie purtroppo tragiche, ma non aggiungono nessun elemento di novità. La maggior parte delle notizie sono solo supposizioni e ipotesi che non rassicurano, ma che preoccupano senza dare chiare risposte, come dovrebbe dare un servizio di INFORMAZIONE. 

Con queste parole naturalmente non intendo pretendere che queste notizie, tragiche, naturalmente, vengano messe da parte solo perché sono notizie deprimenti e tristi, ma sarebbe onesto abbandonare quello che è il lucro che si cela dietro taluni titoli e notizie, affrontando tutte quelle che sono le notizie importanti e che tutti i cittadini dovrebbero sapere in maniera semplice, chiara e asciutta. È sempre necessario che i servizi d’informazione abbiano il dovere di informare il cittadino, sarà poi il cittadino a farsi le sue idee, ad avere paura, se lo ritiene necessario, e agire di conseguenza.

Ivano Belfiore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...