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DISTRIBUTORI DI ASSORBENTI NELL’ATENEO DI CATANIA

UTOPIA O PROGETTO IN VIA DI ELABORAZIONE?

Tramite un articolo del 30 Marzo 2022, l’Ateneo di Catania ha comunicato
la possibilità di nuovi servizi per gli studenti: si tratta dell’installazione di distributori di
assorbenti.
Tra i servizi che l’Ateneo ha voluto mettere a disposizione per gli studenti, non c’è alcun
dubbio sul fatto che questo in particolare potrebbe essere più che agevolante per le
studentesse, le quali non solo adesso in università ma da sempre hanno necessitato di un
tale bene. In Italia è sempre stato considerato un bene di lusso, quindi tassato del 22%, ma
questo non esula dal fatto che in realtà sarebbe corretto annoverarlo tra i beni di prima
necessità perché è importante tanto quanto cibo ed acqua. Addirittura si è letta notizia di
una denuncia effettuata da una ventiduenne del Salento, alla quale era stato detto non
fosse possibile acquistare assorbenti dopo le 18 in quanto beni di lusso. In questo caso, la
situazione era già abbastanza delicata a causa dello stato d’emergenza in cui ci si trovava.
Come può una donna, nel 2022, essere ancora costretta a dover certificare in qualche modo
la veridicità di quanto sostenuto, dal momento in cui è legittimo per il sesso femminile
esigere la massima disponibilità da parte di chiunque esterno alla situazione?
E qui, sorge naturale la domanda: che genere di disponibilità. Sicuramente non si tratta di
dover rispondere a qualsiasi capriccio che alcuni potrebbero avanzare, approfittando delle
circostanze; piuttosto basta avere un minimo di solidarietà, qualità che soprattutto
nell’ultimo periodo è venuta a mancare anche tra persone dello stesso sesso, le quali
potrebbero forse capirsi di più evitando competizione inutile in contesti come questo, in cui
la prima cosa a cui pensare è il benessere dell’altro, consapevoli del fatto che almeno una
volta nella loro vita si sono ritrovati in una situazione simile per la quale nel peggiore dei casi
si creerebbe forte disagio.
I propositi corretti, all’interno dell’Ateneo di Catania, sembrano esserci. Purtroppo però,
questo non ci da nessuna certezza; si tratta di un progetto, non si ha ancora nessun
dettaglio.
Sicuramente la realizzazione di questa idea ancora astratta, gioverebbe tantissimo, e
sarebbe un continuus di quanto è già stato concretizzato in altre parti d’Italia, ad esempio
Milano o Padova; in un istituto di quest’ultima, l’idea è stata sollevata dai rappresentanti i
quali per altro sono maschi. Indubbiamente, il sesso dei rappresentanti prescinde dalla
veridicità e dall’importanza di tale condizione.
Essendo noi studenti i veri protagonisti di questa novità, chiedere diverse opinioni
riguardanti la notizia, risulta utile affinché si possa davvero capire quello che è il pensiero
generale della comunità studentesca.
Nonostante la maggior parte delle risposte siano perlopiù simili se non uguali, di
conseguenza con un riscontro positivo nei confronti della possibilità del servizio, questo non
esclude l’eventualità lampante di opinioni negative.
Riportando alcune opinioni: “è un’ottima idea, spero vivamente possa essere realizzata”,
“non so se esserne felice o meno, di solito è difficile portare a termine progetti di questo
tipo”, “bene, vedremo in futuro se veramente verrà messo in pratica quanto sostenuto;
vedere per credere, no?”, “finalmente hanno deciso di prendere in considerazione il
progetto, aspetto con ansia la riuscita di esso”.
Considerazioni sicuramente simili, come è già stato detto, ma non uguali.

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