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Società e Attualità

Il conflitto continua

La situazione in Ucraina

Dopo 5 giorni di guerra, la pace sembra ancora lontana.

L’esercito russo avanza e attacca diverse città: Karkhiv è stata colpita da un missile lanciato contro l’edificio che ospita l’amministrazione regionale. L’obiettivo è uccidere il governatore e il suo team che guidano la città, almeno secondo le fonti della BBC. Questo non è stato un attacco isolato: la città è stata bombardata per tutta la notte e i russi hanno fatto saltare le sottostazioni elettriche causando problemi per i rifornimenti di acqua ed elettricità, inoltre sono stati distrutti i piani superiori di due grattacieli.

“Un crimine di guerra” viene definito dal presidente Zelensky, un crimine che si protrae nelle altre città, come a Mariupol’.

Per quanto riguarda Mariupol’, questa è stata accerchiata da giorni dalle forze armate di Putin ed è ormai sotto attacco dalle sei del mattino del 28 Febbraio. La situazione è drammatica, perché Mariupol è assediata da ogni lato ed è isolata, al buio e al freddo perché anche il riscaldamento ha smesso di funzionare. L’elettricità non è più disponibile dopo gli attacchi russi.

Si combatte anche nel Mar Nero, dove, secondo Kiev, è in corso una battaglia navale per il controllo del porto di Odessa e della vicina Chornomorsk. Più a Est, le due flotte si stanno scontrando per il controllo di Ochakiv, in una posizione cruciale, sull’estuario del fiume Dnepr.

Vicino Kiev vi è un convoglio di mezzi russi lungo circa 60 km.

Nell’ultima ora, la torre della televisione di Kiev è stata abbattuta e le comunicazioni attraverso i canali televisivi ucraini non sono più possibili.

Le vittime

Sul fronte russo invece sarebbero circa 5.300 i morti dall’inizio dell’invasione, secondo il bilancio fornito da parte ucraina e riportato dal Guardian, che sottolinea come non sia possibile verificare i dati in modo indipendente. Il bilancio dei militari di Kiev parla anche di 191 tank, 29 velivoli, altrettanti elicotteri e 816 blindati distrutti.

Mentre 304 sarebbero i feriti in Ucraina dopo l’inizio dell’attacco russo: lo ha detto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet parlando a Ginevra in occasione del Consiglio dei diritti umani. ‘La maggior parte di loro sono deceduti a causa dalle armi esplosive ad ampio raggio’, ha aggiunto.

Sono oltre 368mila le persone che sono fuggite dal conflitto in corso in Ucraina per dirigersi nelle vicine Moldavia, Polonia, Ungheria e Romania.

Invece i 13 soldati ucraini dell’isola Zmiinyi nel Mar Nero, l’Isola dei serpenti, creduti morti in seguito a un bombardamento russo, sono vivi e tenuti prigionieri (Fonte: La Repubblica).

I negoziati

I primi negoziati si sono svolti in Bielorussia, nella regione di Gomel. Il primo colloquio tra le delegazioni della Russia e dell’Ucraina è durato per tutta la giornata del 28 Febbraio e ancora non si è concluso, poiché le delegazioni sono ritornate nei loro stati d’origine per discutere le condizioni. Vladimir Medinsky, capo della delegazione russa, afferma: «Abbiamo individuato alcuni punti su cui è possibile trovare un terreno comune».

Il primo giorno dei negoziati tra Russia e Ucraina è cominciato con una telefonata di un’ora e mezzo tra Vladimir Putin e il presidente francese Emmanuel Macron. Putin gli ha comunicato le «imprescindibili» condizioni per il cessate il fuoco, come «la demilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina», ovvero la sostituzione di Volodymyr Zelenskij con un presidente deciso dal Cremlino; l’assicurazione sulla neutralità dello stato ucraino, dunque il divieto di entrare nella Nato e il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea.

Nonostante gli incontri siano in corso, gli attacchi non sembrano finire e, anzi, diventano più aggressivi.

Zelensky e l’UE

Nelle ultime ore, Zelensky ha chiesto che l’Ucraina venga annessa all’Unione Europea, anche se Borrell, Alto rappresentante per la politica estera, ha dichiarato: «È qualcosa che richiederà molti anni. Oggi questo non è all’ordine del giorno, credetemi. Dobbiamo lavorare su cose più pratiche e fornire una risposta non per i prossimi anni, ma per le prossime ore».

In data odierna, Zelensky interviene al Parlamento Europeo: «Non riesco a dire buongiorno o buonasera, perché ogni giorno per qualcuno può essere l’ultimo giorno. Parlo dei cittadini ucraini che difendono la libertà a caro prezzo».

«Siamo sotto i bombardamenti, sotto l’attacco dei missili, è stata una mattinata tragica questa. Stiamo dando la nostra vita per la libertà», ha aggiunto. E ancora: «Putin parla di operazioni contro le infrastrutture militari, ma si tratta di bambini, ieri ne ha uccisi 16 con i suoi missili».

«Vorrei sentire da parte vostra che la scelta dell’Ucraina verso l’Europa venga incoraggiata. Vogliamo essere membri a pari diritti dell’Ue. Stiamo dimostrando a tutti che questo è quello che siamo».

«Provateci che non ci lascerete soli e che siete davvero europei. Solo così la vita vincerà sulla morte».

«La nostra gente è molto motivata, stiamo combattendo per i nostri diritti e la libertà. Con l’Ucraina l’Ue sarà molto più forte». «La luce vincerà contro il buio, gloria all’Ucraina», ha concluso Zelensky (Fonte: SkyTg24).

La posizione italiana

Mario Draghi, nell’Assemblea sugli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina, ha dichiarato che è necessaria la risoluzione del conflitto e il ritiro di tutte le forze militari che occupano illegittimamente il suolo ucraino.

È un obbligo dover «assicurare sostegno e solidarietà all’Ucraina» per «fornire assistenza umanitaria, finanziaria, economica» e cedere «apparati e strumenti militari che consentano all’Ucraina di esercitare il diritto alla legittima difesa».

«L’aggressione premeditata e immotivata della Russia a un Paese vicino ci riporta indietro di 80 anni. Non è solo un attacco a un paese libero e sovrano ma un attacco ai nostri valori, alla democrazia e alle istituzioni che abbiamo costruito insieme. Ora tocca a noi tutti decidere come reagire e l’Italia non intende voltarsi dall’altra parte».

«L’attacco si è spostato nei centri urbani, c’è una lunga fila di carri armati questa mattina alle porte di Kiev. Il presidente Putin ha allertato il sistema difensivo nucleare. È un gesto grave, ma dimostra che la resistenza dei cittadini ucraini e le sanzioni stanno mettendo in difficoltà la Russia».

«Un altro segnale preoccupante proviene dalla vicina Bielorussia, i cui cittadini domenica hanno votato a favore di alcune rilevanti modifiche della Costituzione ed eliminato lo status di Paese ‘denuclearizzato’. Questo potrebbe implicare la volontà di dispiegare sul proprio suolo armi nucleari provenienti da altri Paesi».

Le posizioni straniere

Il ministro degli Esteri Cinese Wang Yi “deplora lo scoppio del conflitto tra Ucraina e Russia ed è estremamente preoccupata per i danni ai civili”. La posizione di base della Cina «è aperta, trasparente e coerente. Abbiamo sempre sostenuto il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i Paesi. In risposta all’attuale crisi, la Cina invita Ucraina e Russia a trovare una soluzione al problema attraverso i negoziati e sostiene tutti gli sforzi internazionali costruttivi che portino a una soluzione politica».

La Svizzera si unisce e abbandona il suo atteggiamento neutrale e si schiera con l’Europa nelle sanzioni, riprendendo quelle adottate dall’Unione europea il 23 e 25 febbraio.

Per quanto riguarda l’Inghilterra, Boris Johnson si è recato in Polonia, a Varsavia e a Tallin, in Estonia, visitando le truppe della NATO e ha dichiarato che l’Europa è pronta ad andare avanti nella strada delle sanzioni; inoltre ha offerto un aiuto significativo nei confronti dei rifugiati.

In Giappone, il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha confermato la decisione di allinearsi all’iniziativa decisa dagli Stati Uniti e dall’Europa e di escludere le banche russe dalla rete SWIFT.

«Non possiamo più mantenere invariate le nostre relazioni con la Russia dopo quanto accaduto. Ora è il momento di unirci alla comunità internazionale e proteggere i valori comuni e l’ordine internazionale fondato sulla pace e la cooperazione», ha affermato Kishida.

Un altro aspetto significativo è l’esclusione da parte del Comitato Olimpico Internazionale delle squadre russe e bielorusse da tutte le competizioni internazionali.

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