Categorie
Cultura

Riusciamo ancora a comunicare?

Quante volte vi è capitato di non sentirvi capiti? È uno dei problemi della nostra società, siamo tutti impegnati a pensare a noi stessi, a salvaguardare solo ciò che ci interessa e non ci rendiamo conto del fatto che non stiamo mai attenti a ciò che il nostro interlocutore ci vuole comunicare. Nonostante viviamo nell’era della comunicazione digitale, quello che facciamo non è altro che scorrere la home dei social, non diamo importanza a quello che vediamo e la nostra soglia dell’attenzione sta diminuendo sempre di più, si è abbassata a otto secondi, quindi meno di quella di un pesce rosso (la soglia dell’attenzione di un pesce rosso dura nove secondi circa).

Ciò ha causato anche una dipendenza dai social che ha colpito e continua a colpire gente di qualsiasi età, ha comportato insicurezza, basso livello d autostima etc. Ma possono esserci, purtroppo, conseguenze ancora più gravi: depressione, ansia, ansia sociale e disintegrazione dei rapporti sociali. La ricerca scientifica mostra che la prolungata esposizione ai social favorisce un aumento dell’incidenza di ansia e depressione nei giovani e l’insorgere di ansia sociale rispetto al giudizio degli altri.

Il problema non è causato solo dalla dipendenza dai social, ma ci sono anche altri fattori che rendono difficile le interazioni sociali: la mancanza di abilità sociali, le convinzioni personali, la paura del giudizio altrui; motivi per i quali la maggior parte della gente non ascolta, o meglio, non ascolta per capire, ma ascolta semplicemente per poter contestare, per puntare il dito contro o per poter parlare di sé e ostentare il proprio essere. Inoltre, se si è indisposti verso un’altra persona, si è più propensi ad interpretare in modo negativo le parole di quest’ultima.

Anche sul luogo di lavoro si manifesta questo fenomeno, molte volte quando vengono poste delle domande personali non si percepisce interesse da parte dell’interlocutore ma invadenza, e molte altre azioni “nocive” che si riversano nel clima dell’azienda o comunque del posto di lavoro in generale. Ma senza andare troppo lontani, molte volte capita anche a noi di non ascoltare il nostro interlocutore e i motivi potrebbero essere molteplici. Spesso e volentieri a un problema del nostro interlocutore rispondiamo con “io…” e non ci interessiamo davvero a ciò che ci vuole comunicare. Evitiamo di parlare di noi stessi quando si parla di un problema che non ci riguarda in prima persona e cominciamo a porre più domande per capire come aiutare il nostro interlocutore e magari trovare una soluzione insieme.

Ma, a volte, l’unica cosa che rimane da fare sarebbe saper ascoltare e rimanere in silenzio. Spesso ciò di cui si ha bisogno è solamente la presenza di una persona, senza frasi già costruite. Impariamo ad ascoltare, a capire e ad esserci “qui e ora”.

Jennifer Consoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...