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GASLIGHTING: COSA È E PERCHÈ BISOGNA PARLARNE

“Non l’ho mai detto”, “Ti stai inventando tutto”, “È una reazione esagerata, non è nulla”, “Era solo uno scherzo, non te la prendere”: quante volte abbiamo sentito dire queste frasi, che siano state dirette a noi stessi o a qualcuno che conosciamo?
Per quanto possa sembrare una cosa da niente e piuttosto comune, in realtà ci troviamo di fronte a una forma di manipolazione e abuso psicologico conosciuto con il nome di gaslighting. Il nome deriva dall’opera teatrale britannica Gaslight, in cui viene rappresentata la storia di un marito che porta la moglie alla disperazione. Riesce a manipolare la sua percezione del mondo e la validità delle sue emozioni, spostando ad esempio gli oggetti o i mobili di una stanza e negando che ciò sia mai avvenuto, fino a compromettere del tutto la sua sanità mentale.
Ed è proprio questo, in fondo, che provoca il gaslighting: indurre la vittima a dubitare della propria memoria, mettere in dubbio la propria lucidità e percezione della realtà, invalidare i propri sentimenti.
Un partner, un amico, un genitore, un parente, un estraneo: chiunque può farci mettere in discussione le nostre reazioni, può ribaltare le situazioni e far ricadere la colpa su di noi, può far sorgere in noi la domanda ‘forse ho davvero frainteso ed è solo paranoia?’.
Nel mondo professionale, questo può accadere anche in ambito medico, quando i sintomi o le preoccupazioni del paziente vengono banalizzati a tal punto da far sentire imbarazzati e insicuri, come se i fastidi o i dolori possano essere allontanati con un semplice ‘non è nulla di che’.
Conoscere questo fenomeno e saperlo individuare è fondamentale per tutelare noi e gli altri. Spesso capita che i cosiddetti ‘gaslighters’ non siano consapevoli delle loro bugie e delle loro tecniche manipolative, ma ciò non ha tanta importanza se si considera il grave impatto psicologico che può avere. Sentirsi sminuiti, non dare importanza a ciò che proviamo, minimizzare ogni cosa e invalidare il punto di vista altrui non sono atteggiamenti accettabili o su cui passare sopra.
Dobbiamo imparare a dare importanza e valore alle nostre reazioni, alle nostre esperienze, alla soggettività degli eventi. A non farci sopraffare e a fidarci dei nostri istinti. A parlarne e a confrontarsi. Se possibile, a far capire all’altro la gravità del loro atteggiamento.

Elena Spampinato

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