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Torri d’avvistamento delle coste siciliane nel XVI secolo

Il mare nostrum nel corso del XVI secolo diviene teatro di razzie ad opera dei corsari barbareschi e ottomani, creando una situazione di forte instabilità. A farne le spese sono soprattutto i territori costieri del regno spagnolo.

A partire dalla conquista di Granada (1492), la Spagna va incontro ad un periodo di forte ascesa politico-economica diventando, prima con il già re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero ,Carlo V (1500-1558), poi col figlio Filippo II (1527-1598), una delle più autorevoli potenze del mondo. A questa ingente corona appartengono anche la Sardegna, il regno di Napoli e la Sicilia. L’offensiva dei corsari è aggressiva, essi tentano di saccheggiare le imbarcazioni mercantili ispaniche per impadronirsi del carico di merce e uomini da rendere schiavi, sovente avvicinandosi alle coste. Per salvaguardare l’incolumità del territorio da questi endemici attacchi lungo i litorali, si decide di rinvigorire il sistema difensivo .

Le coste siciliane sono costellate da torri di guardia sin dal dominio bizantino, le quali sono poi riutilizzate nel corso dei secoli da vari dominatori. A quelle date questo sistema è ormai molto precario. I viceré siciliani, per volere del sovrano, si servono dei più importanti architetti militari del tempo tra cui Antonio Ferramolino, Camillo Camilliani e Tiburzio Spennacchi. Loro creano una fitta rete di baluardi lungo i litorali dell’isola, rinforzando quelli già esistenti oppure fabbricandoli ex novo , sottoponendosi ad una serie di norme ferree. Innanzitutto le torri di avvistamento dovevano essere poste l’una dall’ altra ad una distanza tale da permettere una tempestiva comunicazione degli attacchi ex abrupto (attraverso segnali di fumo durante il giorno, oppure tramite l’accensione di fuochi nella notte). Solitamente esse erano ubicate in posizioni strategiche come nei promontori. Erano strutturate in pianta quadrangolare ed articolate in più piani. Esternamente si presentano come edifici molto sobri, con poche aperture (feritoie) e basamento a scarpa , celando un sistema difensivo all’avanguardia. Le guarnigioni avevano il compito di sorvegliare le coste durante il periodo bellico (di norma durante il periodo primaverile ed estivo).

Molto spesso attorno questi nuclei difensivi sorgono varie borgate e villaggi . Delle opere militari più rilevanti ricordiamo: la Torre Scalambri di Santa Croce Camerina; la Torre Cabrera di Pozzallo, rinforzata all’ epoca di Carlo V; il forte di Capo Passero di Portopalo, nato dall’ accorpamento di costruzioni preesistenti; la Torre di Marzamemi nell’ omonimo paese; la Torre di Vendicari , all’ interno della stessa riserva naturale, riadattata per esigenze difensive nel XVI secolo; la Torre Avalos di Augusta , della quale recentemente è stato danneggiato il muro di cinta a causa delle violente mareggiate.

Emanuele Alù

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