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Società e Attualità

Lettera a me tra 20 anni

Per quelli che già si sentono scocciati all’idea di un articolo “smielato”: non chiudete, questo articolo è anche per voi, e, se proprio dovete, passate alla parte finale extra almeno!

“Cara Angela,

Qualche giorno fa abbiamo compiuto 21 anni e per te sarà forse un vago ricordo, ma per me è stato un giorno importante. Un po’ come ogni giorno, non sapevo esattamente se festeggiare o no, se essere contenta per quello che abbiamo già o struggermi per quello che non abbiamo (nel dubbio di solito vanno bene entrambi). Vorrei poterti fare tante domande! Che aspetto avrò? Mi laureerò in tempo? Abiterò ancora qui, un giorno? Starò per molto tempo con qualcuno? E se sì, chi?

Queste domande ammetto che sono mosse più che altro da curiosità, ma ce ne sono molte altre, quelle che mi vengono in mente mentre faccio la doccia o quando sono sola o quando vado a dormire, che non poche volte prendono il sopravvento e ammetto che mi spaventano. Come Obelix si portava un macigno, sono domande che hanno un peso così grande da non lasciare spazio ad altro.

Il mondo è strano… è sempre stato strano, immagino, ma visto dalla mia prospettiva adesso sembra avere poche volte un senso. Tu sai perfettamente quello che abbiamo odiato e cercato di combattere da sempre: la prepotenza, la paura del diverso, l’odio indiscriminato verso il prossimo, la stupidità, tutte cose che, per me, rientrano nel termine ignoranza. Sai come, da sempre, sentivamo questo forte senso della giustizia e restavamo sconcertate nel non vederlo attorno a noi.

Io ti ammetto che resto sempre meno sconcertata per quello che vedo e immagino che tu ormai non lo faccia più. E non mi resta che immaginare; immaginare che forse un giorno, nel tuo mondo, sarà diverso. Il pensiero che nel corso del tempo il mondo è andato sempre verso un miglioramento, mi fa sentire meglio. E allora perché ho così tanti dubbi? Perché ogni qualvolta sento una buona notizia che mi fa pensare ad un passo avanti, dopo cinque minuti ne escono tre orribili, che equivalgono a 10 indietro?

È vero, non per tutti avanti e indietro si equivalgono, ma per molte cose sappiamo entrambe che c’è un giusto e uno sbagliato.

Ogni giorno vedo persone strumentalizzare la paura per il consenso, l’ammirazione e chissà cos’altro. Paura o per qualcosa che nemmeno conoscono realmente e che non vogliono conoscere.

Ogni giorno vedo persone girarsi dall’altro lato quando vedono la sofferenza, quando vedono il male, o magari anche supportarlo senza pensarci troppo.

Ogni giorno vedo persone ligie nei confronti dei precetti religiosi inneggiare all’odio, alla violenza, alla disuguaglianza, come se le ingiustizie verso qualcuno portassero più giustizia a loro. Strana l’ironia per cui i fondamentalisti (ma, senza andare lontano, i molto credenti) di qualsiasi religione, che predicano amore, giustizia e tolleranza di un’ipotetica divinità, poi siano le persone che più predicano l’intolleranza.

Ogni giorno vedo persone fregarsene dei problemi degli altri, deriderli pure, semplicemente perché non sanno fare lo sforzo di mettersi nei panni di questi nemmeno per un minuto.

Ogni giorno sento dire che ci resta sempre meno tempo per salvare il nostro pianeta, ma sempre troppe poche persone interessate. Sette anni, per l’esattezza. Quanto mi dovrebbe rallegrare sapere che, per l’idiozia di molti, io non so nemmeno se arriverò a conoscerti?

Ogni giorno vedo persone negare le evidenza, in particolare se scientifiche, e sinceramente di questa forse capisco il perché. Ad ogni età, la maggior parte della gente sente solo quello che vuole sentire, il resto è come se non esistesse, per quanto illogico possa essere.

Ogni giorno vedo persone che: “Ma sì, se lo fanno tutti, non cambia niente se lo faccio pure io!”.

Ogni giorno vedo cose che si sono quasi normalizzate nelle nostre vite: ammassi di spazzatura per le strade, file di macchine interminabili, persone mendicare sul marciapiede e persone che vedono quelle stesse persone e vanno avanti senza degnarle di uno sguardo, persone che non rispettano le regole perché… beh, potrei dirne molti, ma non so esattamente perché. Vedo amore e vedo odio troppo spesso scambiati l’uno per l’altro, vedo cattiveria e vedo ignoranza troppo spesso assieme.

Facile farsi buttare a terra, in particolare quando si vede gente lodare e inneggiare al periodo più nero e più buio della storia del nostro paese, sperando addirittura in un suo ritorno! Dicendo, per giunta, che avremmo più diritti (non cercare una logica in queste affermazioni, non c’è).

Come non deprimersi? Come non sentirsi abbattuti dal fatto che chi strumentalizza il male e la paura riesce a fare appiglio sulle masse e usarle a proprio piacimento? E soprattutto come queste non se ne rendano nemmeno conto.

Io spero che, nel futuro in cui tu stai leggendo questa lettera, ridi alle mie parole molto più di quanto non lo stia facendo io mentre la scrivo. Ti immagino, sai. Immagino te che leggi con degli occhiali troppo grandi per la tua faccia, un po’ trasandata, nervosa perché hai rigato la portiera della macchina che era nuova. Spero che i tuoi problemi siano solo questi e spero che tu non ti debba chiedere tutte le cose che mi chiedo io.

Ultimamente una notizia apparentemente innocua mi ha colpito non poco: si è sentito di una nota politica cha ha criticato e ritenuto orribile forse la canzone più famosa al mondo, Imagine di John Lennon (si ascolta ancora tra 20 anni?). A quanto pare per lei l’immagine di un mondo senza sofferenze, dove le persone sono uguali e si rispettano tra loro, e la gente non ha bisogno di rubare e di odiare è una distopia piuttosto che un’utopia. Spero vivamente tu stia dicendo: “COSA?” E che una cosa del genere sia impensabile. Anche per me, sinceramente, è impensabile, eppure, a quanto pare, per molti è giusto così! A quanto pare, per molti, è giusto un mondo dove io no e qualcun altro no, è giusto un mondo dove io posso e qualcun altro no, è giusto un mondo dove ci si fa la guerra e ci si odia, e forse dove, se stupro qualcuno, probabilmente mi ritrovo mille fans inneggianti su Instagram.

Vorrei raccontarti di tante di quelle cose che mi raccapricciano! Vorrei sapere se tu sei più saggia di me e hai più comprensione. Vorrei chiederti se un giorno l’evoluzione sarà arrivata davvero, se avere una mente aperta sarà la normalità oppure se ogni battaglia per i diritti dovrà essere combattuta per 5, 10 o 100 anni, se un giorno sarete voi del futuro a guardare noi con sdegno e anche un po’ di pietà come noi vediamo la gente del Medioevo, se tutti continueranno a dire: “Eh, ma non si può dire più niente!” O se l’educazione e un minimo di sensibilità saranno arrivate anche a questi soggetti. Mi chiedo se saremo più come i Jetsons, che ho scelto per immagine, o più come i Flintstones.

Potrei continuare all’infinito, ma so che ti sei annoiata a sentire un monologo forse anacronistico per te, ma ascoltami ancora una volta: io, finché potrò, spererò sempre di vivere nel mondo in cui io ti immagino… potrai dire che sono una sognatrice, ma non sono l’unica.

Con amore e tanta speranza, Angela”

Piccolo appunto: torniamo un po’ con la speranza e sorridiamo: c’è tanta gente che cerca di migliorare le cose! E tutti possiamo partecipare! Avete presente quando dovete fare un regalo, ma proprio non avete idea e finite per regalare cianfrusaglie che non servino a nessuno e restano lì in un angolo a prendere pure polvere? È ora di dire basta. Vi propongo due iniziative a mio dire sensazionali (ovviamente ottimi anche per regali a se stessi):

  • Se gli alberi ci dessero il Wi-Fi, ne pianteremmo a non finire, peccato ci diano solo l’ossigeno che respiriamo… per chi non ha il pollice verde, vi presento Treedom (https://www.treedom.net/it/), azienda italiana che si occupa di piantare alberi (che noi regaliamo a qualcuno) nel mondo, ergo: fai un bel gesto per l’ambiente, per la popolazione a cui lo doni, fai un regalo che puoi seguire virtualmente tipo Tamagotchi e non devi struggerti per capire cosa regalare. (Online, tra l’altro, trovate un sacco di codici sconto).
  • Avete notato che non ci sono più tante api in giro? Non sto qua a dirvi quanto e come questo sia un problema: è un problema, serio. Se poter adottare un orso polare o un tigre tramite il WWF non fosse abbastanza, 3Bee, altra azienda italiana (https://www.3bee.com/biodiversity/), vi dà la possibilità di adottare un intero alveare! Scegliete il tipo di miele, l’apicoltore (di solito sono piccole aziende italiane) e il tipo di donazione in base a quanto miele volete che vi spediscano. Sì, il miele ve lo spediscono a casa per un prezzo leggermente maggiore a quello del supermercato.

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