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Società e Attualità

La Colombia grida aiuto

«Il governo è qui per proteggervi». Troppo spesso queste parole sono state l’alibi di governi criminali e assassini. Lo dissero i colonnelli greci nel 1967. Lo disse Pinochet in Cile nel 1974. Lo dissero i generali argentini nel 1976. Lo dice oggi il ministro della difesa colombiano.


La pandemia di COVID-19 ha distrutto l’economia colombiana ed ha aumentato il tasso di povertà in maniera preoccupante. Eppure, il presidente Ivan Duque e il suo governo hanno approntato un audace riforma tributaria per riparare alle gravi mancanze di entrate dello stato sud americano. Questa proposta avrebbe costretto gran parte delle persone più povere a pagare tasse molto salate, aumentando le difficoltà di sopravvivenza dei ceti più fragili.

Da quel momento in poi il popolo ha deciso di esprimere le proprie perplessità per una riforma ingiusta e che andrebbe a colpire duramente circa 20 milioni di colombiani. In aggiunta, un nuovo programma di privatizzazioni delle strutture sanitarie ha scosso gli animi anche del personale sanitario, che si è unito ai manifestanti, sempre con un profondo senso pacifista.

Era piuttosto naturale che una parte della popolazione non condividesse la direzione del governo, ma nessuno poteva aspettarsi che il governo stesso reagisse con così tanta violenza e durezza. Dal 28 aprile, le principali città della Colombia si sono velocemente trasformate in veri campi di battaglia tra i manifestanti pacifici e le forze dell’ordine. In otto giorni si sono registrati 24 morti e più di 800 feriti. Purtroppo i militari non rispondono solo al comando di “ristabilire l’ordine”, ma danno sfogo ai loro istinti più crudeli, come è successo nel caso di una giovane manifestante che è stata allontanata dal resto dei manifestanti, violentata e picchiata.

Questa inspiegabile e imperdonabile violenza del governo colombiano ha ricevuto forti denunce da tutto il mondo, comprese quasi tutte le celebrità, in primis quelle colombiane. Fortunatamente il presidente Duque ha fatto marcia indietro, ma ciò non può cancellare i veri e propri crimini di cui il suo governo si è macchiato negli ultimi giorni.

Per quanto tempo ancora il mondo dovrà assistere a soprusi del genere? Esprimere le proprie opinioni è libertà. Manifestare è un diritto. Difendere il proprio popolo è un dovere.

Ivano Belfiore

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