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L’ attualità nel futuro distopico di Demolition Man

Vi piacerebbe un mondo in cui venire multati ad ogni parolaccia, dove il sesso viene esclusivamente fatto in maniera virtuale, dove sono abolite le libertà personali e le classi inferiori vengono relegate nelle fogne cittadine? Non credo proprio. Demolition Man di Marco Brambilla è stato un film avanti con i tempi, capace di anticipare la censura e il politicamente corretto che, anche se necessari in molti casi, oggi stanno prendendo il sopravvento.

Demolition Man, uscito nel 1993, con protagonisti Sylvester Stallone, Sandra Bullock e Wesley Snipes, racconta di un criminale spietato, Simon Phoenix, e un poliziotto senza scrupoli John Spartan (vi sfido a trovare un action movie senza qualcuno che si chiami John), entrambi ibernati nel 1996 e riportati in vita nel 2032 in una società dove per garantire un’eterna e universale felicità essa deve essere manipolata e le ambizioni intellettuali e sentimentali inibite; più che una società felice direi una società apatica con un falso sorriso stampato, ma il caro Stallone non seguirà di certo le regole ne tanto meno sì farà soggiogare da questa felicità artefatta.

Il film prende ispirazione dal romanzo distopico di Aldous Huxley, “Il mondo nuovo”, che tratta temi quali l’eugenetica e il controllo mentale per creare un nuovo tipo di società, una società distopica in cui l’uomo vive un drammatico limbo esistenziale, forse senza neanche rendersene conto poiché manipolato. Certamente la visione distopica del film o del libro è molto romanzata, ma non del tutto irreale se osserviamo la censura imposta dai mass media o piattaforme come youtube, dove i creators dovrebbero dare libero spazio alla loro creatività e all’esposizione delle loro opinioni (ovviamente nei limiti del rispetto morale), senza essere assurdamente penalizzati anche dal banale utilizzo di parolacce, come è recentemente accaduto al noto youtuber e chitarrista di J-Ax, Mark the hammer, e proprio come accade in demolition man dove si è addirittura costretti a pagare una multa a causa di esse; sicuramente questo è l’ultimo dei problemi della nostra società e ciò è ancora più inquietante se si pensa che il film è ambientato nel 2032, ovvero tra soli 11 anni.

Per raggiungere questa società “ideale”, priva di povertà, guerra e falsamente felice, sono state sacrificate cose che riteniamo fondamentali, quali la famiglia, l’amore, la diversità culturale, l’arte e la filosofia, inoltre gli abitanti vengono controllati da chip sottopelle, telecamere e veicoli a guida autonoma. Insomma una dittatura mascherata, spacciata per ordine e felicità, inconsapevolmente imposta da una figura messianica, un uomo che cerca ordine a patto che sia il suo e strumentalizza l’appianare le divergenze per controllare la società, facendo credere che ci sia sempre più bisogno di lui. Insomma, una sorta di Zuckemberg dittatore.

Curiosamente è stato anche anticipato il disordine sociale in cui viviamo causato dal COVID-19, dato che è molto limitato il contatto fisico, tanto che, come già detto, anche i rapporti sessuali avvengono in maniera virtuale. Non manca neanche la discriminazione, i cittadini di classe “inferiore” sono costretti a vivere nelle fogne, ma paradossalmente sono più liberi di chi sta sopra di loro, ribellandosi e rifiutando le regole, nonostante i loro Hamburger siano fatti con carne di topo che il nostro John Spartan/Stallone trova stranamente gustosi. Anche la nostalgia di un passato non vissuto, che oggi vediamo in un revival anni 80s e 90s che coinvolge un pò tutto, è stato anticipato con il personaggio di Sandra Bullock, Lenina, una poliziotta con la casa ricca di cimeli di un passato che ama, tanto da diventare esperta di cultura pop, nostalgia che si espande anche in tutta la società, ad esempio con i jingle delle vecchie pubblicità passati per la radio come se fossero pezzi vintage. Lenina incarna noi, amanti di un passato idealizzato, peggiore ma considerato più divertente e affascinante.

Altro elemento curioso e simpatico allo stesso tempo, il film anticipa anche la carriera politica di Arnold Schwarzenegger, il quale nel film si scopre essere stato il presidente degli Stati Uniti d’America, tanto da avere una biblioteca in suo onore. Come sicuramente ricordiamo, Schwarzenegger è stato governatore della California dal 2003 al 2011.

“Vedi, secondo il suo programma, io sono il nemico perché uso il cervello. Mi piace leggere. Sono per la libertà di parola e la libertà di scelta e sono uno a cui piace sedersi in una bettola a riflettere! Mi faccio una bella bistecca o una lombata alla griglia con le patate al sugo d’arrosto. Io voglio tenere alto il colesterolo! Voglio mangiare lardo, burro e formaggio a tonnellate, ok?! E fumarmi un sigaro lungo mezzo metro dove c’è scritto “vietato fumare”! Voglio andare in strada nudo, spalmato di gelatina verde e leggendo “Playboy”! Perché?! Perché a un tratto potrebbe venirmene voglia, ok bello? Io l’ho visto il futuro e lo sai cos’è? Uno zitellone di mezza età che sta sempre in camicia da notte a bere centrifughe di carote e mele cantando i ritornelli della pubblicità!”

Edgar Friendly, capo dei ribelli del sottosuolo.

Gaetano Votadoro

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