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La ginnastica della vita: la campionessa italiana Carlotta Ferlito

Parola d’ordine? Volare, nel vero senso della parola. Carlotta Ferlito, classe ’95, catanese d’origine e milanese d’adozione, è una delle pietre miliari della ginnastica artistica italiana. Il suo attrezzo di punta? La trave, il suo preferito, come afferma lei stessa, ma al corpo libero riesce a dare il meglio di sé tra una coreografia danzante e travolgente e la grazia nei movimenti roteanti che la contraddistingue. Le sue performance in campo gara fanno sognare gli spettatori dagli spalti e sembra quasi che Carlotta tocchi il cielo con un dito.

Due olimpiadi: Londra nel 2012 e Rio de Janeiro nel 2016, il raggiungimento di un sogno sportivo e di vita coronato per ben due volte consecutive, che nasconde alle spalle enormi sacrifici fisici ed emotivi. Ma prima di arrivare a questo, vediamo Carlotta protagonista dei Giochi olimpici giovanili a Singapore, nel 2010, in cui brilla vincendo ben 3 medaglie: l’argento alla trave, il bronzo al volteggio e un altro bronzo nel concorso generale individuale, che la consacrano tra le migliori ginnaste a livello internazionale. Qui ottiene anche il suo primo record personale alla trave, con un punteggio di 14.825. La prima di una lunga serie di vittorie che la vedranno protagonista.

Traguardi importanti che non sarebbe riuscita a raggiungere senza il sostegno costante e continuo negli anni del suo allenatore Paolo Bucci, con cui Carlotta ha da sempre un meraviglioso e solido rapporto, fatto di rispetto reciproco ed intesa. È affiancata anche dalla coreografa, allenatrice di ginnastica artistica ed ex ginnasta italiana Tiziana Di Pilato.

Carlotta ed il suo allenatore Paolo Bucci dopo la vittoria a Singapore 2010
Londra 2012 (elemento: enjambée, una sforbiciata delle gambe in aria, una spaccata volante)
Rio 2016 (elemento: salto del montone, le due gambe unite si piegano indietro tanto che le punte dei piedi toccano la testa)

La sua passione per questo sport comincia quando aveva 6 anni, la prima volta che entra in una palestra. Ai tempi praticava anche nuoto, e quando mamma Roby (che insieme a papà Max ha spinto fin da piccoli i suoi tre figli a fare sport, essendo un’attività formativa e ricreativa) le chiede cosa le piacerebbe continuare a praticare, lei non ha dubbi. Inizia ad allenarsi in una palestra della sua amata Catania, partecipa alle prime gare regionali e i suoi primi allenatori comprendono il suo enorme potenziale. Decide di trasferirsi all’età di soli 12 anni, spaventata ed impaurita lontano dalla sua famiglia, da Catania in una sconosciuta Milano per allenarsi presso il Centro Tecnico Federale di via Ovada, intraprendendo un nuovo percorso di vita che prevede allenamento intensivo ogni giorno e scuola privata il pomeriggio, per permettere alla sua carriera sportiva di fare quel salto di qualità agonistico. Lascia così, ancora ragazzina, la sua famiglia siciliana per cercare di rendere sempre più reale il suo sogno di spiccare tra le big della ginnastica artistica femminile italiana.

Nel 2009 partecipa alle Gymnasiadi di Doha, dove condivide il podio con la Russia nel concorso a squadre, e conosce la grande Aliya Mustafina, vincendo la medaglia d’argento alla trave, con solo 0.02 punti di differenza dalla campionessa russa. Nel 2010 partecipa alla sua prima competizione europea, gli Europei juniores di Birmingham, insieme alle compagne di squadra Erika Fasana, Francesca Deagostini e Giulia Leni, dove l’Italia si aggiudica la medaglia di bronzo a squadre.

C’è subito da fare una premessa: la ginnastica artistica si differenzia da quella ritmica, strutturandosi su 4 attrezzi: la trave (una sbarra orizzontale dalla larghezza di 10 cm), il corpo libero (una pedana quadrata molleggiante su cui si esegue l’esercizio, che prevede un accompagnamento musicale strumentale), il volteggio (una pedana alla quale si giunge dopo una rincorsa e su cui si salta per spiccare il volo ed eseguire il tipo di salto), e le parallele asimmetriche (due sbarre parallele, poste ad altezze diverse, alle quali ci si aggrappa passando dall’una all’altra con movimenti artistici ginnici). C’è anche da notare la differenza con la ginnastica artistica maschile, che consta di ben 6 attrezzi, i quattro già elencati più il cavallo con maniglie e gli anelli. Una disciplina dove il corpo è messo a dura prova e la forza muscolare è fondamentale, così come l’esercizio costante e la fisioterapia.

Carlotta cresce e insieme alle altre ginnaste del Ctf partecipa anche al docu-reality Ginnaste, vite parallele, in onda su Mtv: la serie racconta la quotidianità delle ragazze e dei ragazzi, giovani atleti ed atlete che si misurano costantemente con ansie, stanchezze fisiche, infortuni, soddisfazioni, competizioni e passione per la ginnastica. Proprio qui, viene fuori la personalità di Carlotta, giovane donna forte e testarda, ma dolce e anche fragile, con un grande sogno nel cassetto, le Olimpiadi.

Parte del cast della 1^ stagione del docu-reality, andata in onda nell’ottobre del 2011

La serie ci dà una testimonianza di tutti i traguardi che Carlotta raggiunge prima di riuscire a classificarsi per le olimpiadi del 2012 insieme al resto della squadra italiana: gli europei di Berlino nel 2011, la sua competizione d’esordio nella categoria seniores, dove vince l’argento alla trave; i mondiali di Tokyo 2011, dove la squadra italiana chiudendo in 9ª posizione manca per un soffio la finale ad otto, nonché l’ammissione diretta ai Giochi Olimpici di Londra, ma recupera al Test Event del gennaio 2012, dove Carlotta vince la medaglia d’oro alla trave e Vanessa Ferrari, altra stella indiscussa di questa disciplina, vince l’oro al corpo libero e l’Italia conquista il diritto a partecipare alle Olimpiadi di Londra, qualificandosi al primo posto nel concorso generale a squadre, davanti a Canada e Francia. Il biglietto per le olimpiadi è nelle loro mani. A Londra compete in tutti e quattro gli attrezzi e contribuisce a far qualificare la squadra italiana al settimo posto: è la prima qualificazione ad una finale olimpica a squadre per l’Italia, e lei accede alla finale individuale.

Partecipa ai mondiali di Anversa nel 2013, dove in finale alla trave, con 14,283 punti, si colloca in quinta posizione, a mezzo decimo dalla medaglia di bronzo Simone Biles, una delle migliori ginnaste americane della storia. Nel 2015 partecipa ai mondiali qualificanti di Glasgow, contribuendo alla qualificazione olimpica per Rio de Janeiro della squadra italiana, che si piazza al quinto posto. Partecipa poi alle innumerevoli tappe di serie A italiane, ai Campionati Italiani Assoluti, alla World Cup in Francia, in America. Una vita costellata di competizioni e duro lavoro.

Europei di Berlino 2011, finale alla trave

Carlotta si contraddistingue per molti aspetti: amata come atleta e come personalità, è molto seguita anche sui social, contando 760.000 follower su Instagram, una community affiatata che la sostiene sin dai tempi in cui la principale piattaforma tramite la quale condivideva la sua vita atletica e non era Twitter. Ha da sempre instaurato con i suoi fan un contatto diretto e di dialogo, rendendoli partecipi di ogni aspetto, dalle sue più grandi soddisfazioni alla fatica fisica e mentale degli allenamenti, dei periodi pre-gara, mostrando ogni lato di sé, dal più esuberante al più reale e tangibile quotidianamente. Un’atleta, una ragazza, una donna, che è sempre riuscita a trasmettere la positività, la determinazione e la grande passione che la caratterizzano. È ambasciatrice della Fondazione Airc, attualmente anche studentessa di Comunicazione, ed ha scritto ben tre libri: Cosa penso mentre volo e Vola con me ci parlando della sua carriera da ginnasta, dall’infanzia sino alla sua entrata nella Nazionale italiana, di amicizia, di amore, di emozioni e delle sue altre passioni, dalla moda al make-up. Un’atleta che ha tanto da insegnarci, un esempio di costanza e dedizione verso uno sport sentito come parte vitale della propria esistenza.

Carlotta e la sua linea di body ginnici “You can be a star”

Nel 2019 partecipa anche alle Universiadi di Napoli, competizione riservata agli atleti che sono anche studenti iscritti ad un ateneo, dove conquista una fantastica medaglia d’oro al corpo libero.

Universiadi 2019, Napoli

Ilaria Dibenedetto

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