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Società e Attualità

Lontano dagli occhi, vicino al cuore: diario di una relazione a distanza

A differenza di come poteva succedere anni fa, ad oggi la possibilità che ognuno ha di conoscere nuove persone e mantenere i contatti è praticamente ai massimi livelli. Anche se detto di questi tempi sembra un ossimoro, indubbiamente gli strumenti elettronici che ognuno ha in dotazione permettono con grande facilità di tenersi in contatto anche a migliaia di chilometri di distanza. La naturale conseguenza di ciò è il fatto che molto spesso, specie fra i giovani, si tenta di provare l’avventura di una relazione a distanza. La domanda è: ne vale la pena?

Giusto per cominciare, è opportuno ricordare che gli impavidi che intraprendono una relazione a distanza sono persone come tutti, semplicemente con molto coraggio. La storia dunque è la medesima: due persone si incontrano, prima che se ne rendano conto si innamorano e capiscono che non potranno far finta di nulla. Tornare ognuno nella propria città, tornare indietro vorrebbe dire spezzarsi il cuore, quindi continuano in maniera naturale a scriversi nell’attesa di vedersi nuovamente.

C’è una cosa da dire prima di tutto: le relazioni a distanza fanno schifo, lo sanno tutti. C’è chi prova ad esaltarle, ma sono inutili tentativi che provano a rendere meno tristi i giorni passati a chilometri di distanza attendendo anche solo un semplice messaggio. Ma quando mi si pone la domanda “Ne vale la pena?”, la risposta non può che essere affermativa, assolutamente, ogni singolo momento, ogni singola lacrima.

Una delle cose peggiori è che effettivamente le relazioni che si tengono a distanza non sono poche, ma non sono neanche la maggior parte. Questo vuol dire rimanere molte volte incompresi e non supportati dagli amici, anche quelli più stretti. A meno che anche loro non si trovino in una situazione analoga, non capiranno mai i vostri veri sentimenti, proveranno di certo a darvi una parola di conforto, ma senza mai riuscire veramente nel loro intento. Alcuni cominceranno a fare i “simpatici”, con frasi del tipo: “Ma esiste veramente o è inventata?”, o ancora “Perchè non cominci a lasciare perdere e uscire con altra gente? Non è una vera relazione!”. Certo. E gli asini volano. Tuttavia, circondarsi di amici è fondamentale in queste situazioni; l’errore più grande è quello di chiudersi in se stessi, riponendo solo nei momenti con il partner tutte le speranze ed aspettative. Il tipico senso di solitudine e frustrazione va compensato facendo affidamento sugli amici (giusti) con cui ovviare e cercare di far passare il tempo e distrarsi.

Storia a distanza è chiamare il telefono con il nome del proprio partner. Adorare i suoi messaggi e salvarli come “importanti” su WhatsApp, ma odiarli perché vorresti prenderlo per mano invece che leggere quelle due righe. Le incomprensioni che si trascinano perché non puoi risolverle con uno sguardo e un abbraccio.

Sono proprio le incomprensioni che aumentano con la distanza, con il semplice scambio di messaggi di testo che sviano il vero significato di ciò che si vuole esprimere, che porta a strascichi spesso indelebili, perchè verba volant, scripta manent.

Storia a distanza significa anche farsi paranoie perché non sai come sarà il vostro futuro. Studiare e ripetersi soluzioni per poter riavvicinarsi, difficili da immaginare quando è magari lo studio a separarvi, così come qualche situazione familiare o il lavoro.

Ma in fin dei conti è una storia d’amore come le altre, e in quanto tale ha i suoi spazi, i suoi tempi, i momenti difficili e i momenti indimenticabili.

Il Lockdown, il distanziamento sociale, le regioni chiuse, per non parlare dei confini nazionali, hanno messo a dura, durissima prova chi un amore ce l’ha ma vive a km di distanza.

Il dato più recente sulle Long Distance Couples è dell’Istat e ci dice che gli innamorati lontani sono l’8% degli italiani, ovvero quasi quattro milioni di persone. Questa situazione sentimentale riguarda in prevalenza i giovani con meno di 30 anni (28,4%), mentre la percentuale scende al 10,8 tra i 30 e i 39 anni e al 3,4 nella fascia 40-49 anni. Sempre secondo l’Istat, la longevità media di queste coppie supera i sette anni.

Questa percentuale di italiani è forse quella che dal punto di vista sentimentale ha sofferto di più il periodo di chiusure generali che ha impedito anche la pianificazione saltuaria delle occasioni per vedersi (il classico “sali tu, scendo io”). Il periodo di incertezza, il trovarsi inermi di fronte alla situazione internazionale, ha sicuramente influito in negativo sul morale. Molta gente, di fatto, non si vede da questa estate, alcuni da prima di marzo.

Nonostante ciò, vi sono alcune cose che potrebbero servire a chi vive una situazione del genere in maniera tale da cercare di non spegnere quella fiamma, di non spezzare quella corda che unisce i due poli di un solo cuore.

  1. Anzitutto, cercare di dialogare spesso anche solo per messaggio o videochiamata. Lo sanno tutti, questo non potrà mai sostituire il contatto fisico vero, ma di certo aiuta nel sentirsi e a vedersi più vicini di quanto in effetti non lo si è. 
  2. Successivamente, in un rapporto in cui non sempre si ha un contatto fisico e visivo, è utile tenere stretto il feeling, aggiungendo un po’ di comunicazione intima, che trascende da ciò che si è fatto durante il giorno, ma è incentrata sull’ascolto empatico delle emozioni del reciproco partner. Ciò include anche lo scrivere tutto ciò che cipassa per la testa e condividerlo, per creare vicinanza ed evitare pessimismi solitari.
  3. Tenere basse le aspettative. Vivere con serenità lasciandosi trasportare, cosa succederà sarà parte del percorso. 

Anche se il percorso è più tortuoso, ciò che infine porta con sé la relazione a distanza è quanto di più si possa chiedere: si diventa più creativi, immaginando diversi modi attraverso i quali risultare presenti per il partner (come dei regali), si realizza un’apertura totale verso l’altro, si diventa praticamente migliori amici quando si è a distanza, e ciò dà più sicurezza della verità del sentimento provato. Si impara a godere di tutti i singoli momenti passati realmente insieme, non sprecando nessun secondo e portandosi dietro miriadi di ricordi, anche se legati ad un misero weekend o settimana.

E anche se durante le feste tutte le coppie a distanza avrebbero voluto trascorrere un po’ di tempo assieme, cosa non permessa dal totale divieto di spostamento di regione in vigore dal 21 dicembre 2020, la verità è che se si è convinti di aver trovato la persona giusta, si supererà tutto insieme, nonostante le sfide e le difficoltà della vita, perchè l’amore non ha età, ma neanche chilometri. 

Chi non ha mai avuto una relazione a distanza, probabilmente, non sa cosa significhi fare il conto alla rovescia per vedersi, non sa cosa significhi fare chiamate lunghissime quando non si è con lui/lei, pensare costantemente “vorrei fosse qui”, non vedersi per settimane, mesi, abbracciarsi sempre più forte della volta precedente, non sa cosa significhi accumulare lettere e regali per quando ci si vedrà, preferire una serata al telefono con lui/lei che una in discoteca, insomma, probabilmente non sa cosa significhi amare da una prospettiva diversa.

Dunque, in conclusione, è necessario fare più di un cenno a chi ha l’altra metà del cuore a chilometri di distanza. E sinceri complimenti, perchè ci vuole coraggio ad abbracciarsi da soli la notte e amare chi c’è ma non c’è. Negli occhi di ognuno di questi si intravede sicuramente la viva speranza, perchè in fondo non conta la distanza, ma la voglia di raggiungersi.

Antonio Spampinato

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