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Lo sai che la Tachipirina 500, se ne prendi due, diventa 1000?

Paracetamolo: un alleato tossico?! Dal 1878 ad oggi, il paracetamolo, o acetaminofene, è uno dei farmaci più prescritti ed assunti al mondo, grazie alle sue proprietà analgesiche ed antipiretiche. Esso, infatti, viene comunemente usato per il trattamento antidolorifico (mal di testa, dolori muscolari, artrite, mal di schiena, ecc.), ma anche per raffreddori e stati febbrili. Seppur molti potrebbero non conoscerne il principio attivo o gli altri aspetti farmacologici, tutti ne conoscono i nomi commerciali (Tachipirina, Efferalgan, Buscopan C e molti altri).

Ma perché il paracetamolo gode di questa fama? La risposta è presto detta. Il paracetamolo possiede una biodisponibilità molto elevata, ed è un farmaco molto economico, sia nei costi di produzione che di gestione. Rispetto ai suoi predecessori, inoltre, non presenta elevate controindicazioni a dosi controllate, anche in gravidanza, in età pediatrica ed in età senile, poiché è disponibile in svariate formulazioni farmaceutiche adatte alla somministrazione per diverse vie (orale, anale, parenterale, ecc.).

Verrebbe da urlare: una panacea! Un miracolo farmaceutico! Tuttavia, sebbene il paracetamolo sia considerato un trattamento di prima linea, e sebbene il suo uso sia giustificato da diversi motivi, il medico, il farmacista e persino le nostre nonne, ci invitano a non abusarne e a non eccedere le dosi prescritte o quelle indicate sul foglietto illustrativo. Questi non sono consigli fuori luogo o illogici, ma sono indicazioni riferite al fatto che anche un miracolo farmaceutico come il paracetamolo può diventare pericoloso.

Infatti, una volta sunto il farmaco, nel fegato la molecola viene trasformata in un metabolita che è tossico per il tessuto epatico, chiamato N-acetil-p-benzochinoemmina (NAPQI). Ma, mentre a dosi terapeutiche non vi sono controindicazioni per il fegato, in quanto quest’organo ha tutti gli strumenti necessari per l’eliminazione di questa sostanza tossica, in casi di eccesso potremmo assistere al danneggiamento del tessuto epatico (spesso con exitus fatale o irreversibile), al danneggiamento dei globuli rossi e dei reni, aggravando spesso patologie già pregresse.

Se poi al NAPQI aggiungiamo anche le eventuali reazioni indesiderate con altri farmaci, con alcol, nonché le eventuali reazioni allergiche, ci rendiamo conto che un’assunzione incontrollata di paracetamolo può portare a conseguenze anche gravi. Per questo motivo il farmaco va assunto solo dopo un accurato consulto medico, evitando così spiacevoli conseguenze date da alterazioni biochimiche.

P.S. Per chi se lo stesse chiedendo, dato il periodo, la Tachipirina NON cura il Covid! Essa infatti si limita solo all’azione antipiretica, abbassando la temperatura corporea, ma non agisce direttamente sui processi virali ed antinfiammatori, per i quali esistono tipologie di farmaci specifici. In sostanza, il paracetamolo agisce di solito sui sintomi, non sulle cause!

Gianluca Tinnirello

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