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Fermiamoci un attimo

Avete mai camminato per strada pensando “probabilmente non rivedrò mai più queste persone che mi stanno passando accanto”? Quel signore che una volta mi ha aiutato a parcheggiare perché ero neopatentata e non sapevo farlo, la ragazza in metropolitana che mi ha sorriso e poi si è girata perché ha arrossito, il commesso alla Rinascente a cui abbiamo dovuto dare 6 volte la carta di credito prima che funzionasse.

La vita sulla terra è basata sul carbonio, poi abbiamo ossigeno, idrogeno, fosforo e qualche altro elemento che proprio il giorno dell’interrogazione non ricordavamo e il nostro compagno di banco ci ha suggerito. Eppure, se mettiamo tutte queste cose dentro ad una pentola, mescoliamo e seguiamo la ricetta, sappiamo tutti che non ne verrà fuori un’orchidea, un orso polare o una persona.

Questo perché la vita è molto più della somma dei suoi elementi, e le nostre vite personali sono più dei piccoli momenti che ci sfuggono di mano sempre più velocemente.

Non sono qui per fare una paternale, non voglio e non ne ho le capacità. Penso, anzi, che nessuno ne abbia le capacità, sono una persona semplice che si alza la mattina e impreca perché durante la notte non ha caricato il telefono.

Sono qui per dirvi che pochi giorni fa un nostro collega di Scienze politiche si è suicidato, e qualche settimana fa un altro collega di Medicina prima di lui. Non ho usato mezzi termini, è vero, ma questa è la realtà, dobbiamo guardarla in faccia.

Ho chiamato questo articolo Fermiamoci un attimo perché adesso leggiamo questo, più tardi a pranzo sentiremo che 67 bombe sono esplose su un ospedale in Siria, stasera che ogni due giorni una donna viene uccisa dal proprio compagno, ed imperterriti dopo andremo a lavarci i denti e a sperare che riaprano tutto per poter andare dalla nostra fidanzata. No, non siamo menefreghisti, abbiamo 20 anni e pensiamo dieci cose diverse contemporaneamente mentre commentiamo un post su Instagram e ci facciamo venire l’ansia per la sessione che si avvicina.

John Lennon in una sua canzone scriveva “La vita è ciò che ti accade mentre fai altri progetti“, e aveva ragione. La vita va avanti sì, però oggi vi chiedo di riflettere, di rallentare il fiume in piena che ci trascina. Due vite si sono spezzate, ed io, come tutti, non posso nemmeno lontanamente immaginare cosa si celasse dietro questi gesti, i motivi vari che abbiano condotto a questo. Ci si chiede il perché. Qualcuno parla dello stress, qualcuno degli esami, qualcuno formula teorie complottiste; io invece vi chiedo di fermarvi un attimo. Vi chiedo di pensare per un attimo a qualcuno che come voi si svegliava la mattina e imprecava perché non aveva caricato il telefono, vi chiedo di non fare l’errore di far diventare loro due figure che trascendono la realtà, come quando alle medie facevamo una ricerca su Martin Luther King e poteva essere reale più o meno quanto Batman.

Oggi vi chiedo di pensare a due persone che, sebbene non le conoscessimo, erano vicine a noi. Non cadiamo nell’errore di giudicare questo gesto, non ne abbiamo il diritto, qualsiasi sia la nostra religione e qualsiasi cosa ne potessimo pensare in merito. Abbiamo però un dovere: non dimenticare. Se ne sono andati due compagni di banco, due figli, due fidanzati, due amici, due persone che abbiamo incontrato per strada e a cui abbiamo dato una gomitata perché eravamo in ritardo. Il mio pensiero va a voi, grazie per essere stati nostri compagni di banco, per averci suggerito quel giorno all’interrogazione, grazie per averci sorriso sull’autobus, grazie per essere stati nostri amici, grazie per aver influenzato le nostre vite senza che né voi né noi lo sapessimo.

Oggi auguro a chi legge questo articolo di rendere prezioso ogni momento, di ascoltare e di capire, di amare e sorridere, di trovare qualcuno che vi aiuti a parcheggiare e di ringraziare quella persona che, nel suo piccolo, ha cambiato la vostra vita. Auguro a me stessa di avere trovato le parole giuste per esprimere il mio pensiero e di avere cambiato qualcosa, se pur piccola. Auguro a chi se n’è andato di avere trovato ciò che cercava, io vi ricorderò.

Angela Schillirò

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