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Giurisprudenza Società e Attualità

Astensionismo Europeo

Disaffezione o più semplicemente disinformazione?


‘Andate a votare’! Chi di noi, più o meno neo-diciottenne, non ha ricevuto questa raccomandazione o l’ha almeno fatta a qualche sfiduciato nell’operato della classe dirigente?

Io, personalmente, sono stata chiamata al voto ben 3 volte: due per le amministrative (primo turno e ballottaggio) e un’altra per le europee, e tutte e tre le volte ho adempiuto al mio dovere. Forse non tutti lo hanno fatto e lo dimostra l’affluenza che proprio in occasione delle europee, ormai dato notorio, non è stata poi così soddisfacente; si è registrato, infatti, un astensionismo pari al 46%, soprattutto al Sud. Numeri importanti che hanno spinto tanti a parlare del peso elettorale del c.d. ‘partito del non voto’.

Ma sarebbe bene interrogarsi su quale sia la causa del comportamento discutibile di quella fetta di Italiani che, praticamente, lasciano che qualcun altro decida per sé.

Disinteresse, disaffezione verso la politica, “non voto” di protesta o più semplicemente disinformazione.

Ma quanti di noi (studenti di giurisprudenza esclusi, forse…) si sono mai interessati a conoscere la funzione di quella istituzione, l’unica in cui 500 milioni di cittadini europei sono democraticamente rappresentati, chiamata Parlamento europeo?

Comprendere l’importanza dei suoi compiti potrà aiutare a riempire i seggi tra 5 anni?

Nel dubbio, provo ad elaborare un breve excursus sul suo funzionamento.

Iniziamo col dire che sono diverse le sedi del Parlamento europeo: una, nella cittadina francese di Strasburgo; un’altra a Bruxelles, dove si svolgono la maggior parte delle questioni politiche; una terza nel Lussemburgo, dove, ci si occupa delle questioni amministrative.

Per eleggere gli eurodeputati possono votare gli italiani e le italiane che abbiano compiuto 18 anni.

I componenti del Parlamento europeo sono 751 (Presidente compreso) e vengono eletti, come anticipato, a suffragio universale diretto, e la loro carica dura 5 anni; per l’occasione il nostro Paese è suddiviso in 5 circoscrizioni (parti in cui è diviso il territorio di uno Stato o di altro ente territoriale per l’elezione di un organo collegiale, come il Parlamento, appunto).

Il numero dei seggi assegnati ai 28 Stati membri non è uguale per tutti, ma cambia in base alla dimensione demografica degli stessi (cd. criterio della proporzionalità degressiva): all’Italia, infatti, ne toccano soltanto 73 che potrebbero diventare 76 se la Brexit diventerà effettiva durante il corso della legislatura.

Tra le tante funzioni attribuitegli, quella che ne connota maggiormente la tipicità, è certamente quella legislativa, che esercita di concerto con il Consiglio UE; infatti, i due organi vengono spesso paragonati alle due Camere parlamentari nei sistemi bicamerali. Tuttavia, si tratta di un potere legislativo sui generis: né il Parlamento, né il Consiglio hanno potere di iniziativa, ma soltanto di controllo. Ciò significa che il Parlamento può approvare, modificare, respingere le proposte ma non formularle, per questa ragione si parla spesso di deficit di democraticità.

Il Parlamento europeo è presieduto da un Presidente che ne assicura il corretto funzionamento ed il rispetto delle leggi; viene eletto ogni 2 anni e mezzo tra i suoi membri e detiene, dunque, funzioni di grande prestigio: rappresenta il Parlamento nei rapporti con le altre istituzioni e, soprattutto, nessun atto del Parlamento europeo acquista efficacia senza la sua firma.

Poi, essendo le materie di competenza del Parlamento europeo le più varie, per facilitare il lavoro ai nostri eurodeputati, vi sono le commissioni parlamentari.

Queste ultime sono 20, ognuna costituita da gruppi ridotti di eurodeputati, organizzati non per nazionalità ma per gruppi politici.

Possono essere permanenti o temporanee, in quest’ultimo caso si parla di commissioni speciali e d’inchiesta istituite per affrontare e risolvere tematiche particolari e spesso urgenti (si pensi all’ex commissione speciale antiterrorismo).

Ognuna ha competenze specifiche in determinati settori ed elabora proposte legislative.

Spero che dopo questa lettura non vi sia scappato uno sbadiglio, ma se così dovesse essere, il Parlamento europeo vi perdonerà.

Maria Giulia Vancheri

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