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L’amore che genera amore

Tra le note di Brahms, Mozart e Ravel, il teatro Massimo Bellini ha ospitato l’annuale concerto di beneficenza, organizzato dalla Fon.ca.ne.sa. (Fondazione Catanese per le Malattie Neoplastiche del Sangue).
Nata dall’amore di una madre dopo la prematura perdita dell’amatissima figlia Santella, dal 1986 la Fondazione sostiene la ricerca, la diagnosi e la terapia di malattie neoplastiche del sangue supportando, anche economicamente e psicologicamente, pazienti e familiari.
Promuove la ricerca scientifica attraverso il conferimento di borse di studio per L’Italia e l’Estero a giovani medici dell’Istituto Ematologico dell’Università degli Studi di Catania. La fondazione si occupa anche di attività socio-assistenziali, istituendo case d’accoglienza prossime all’Ospedale Ferrarotto e al Policlinico per ospitare i famigliari dei pazienti, consentendogli di restare vicino ai loro cari durante la degenza ospedaliera.

Presenti alla serata, condotta da Salvo La Rosa, le istituzioni, il sindaco Pogliese ed i medici dell’istituto ematologico catanese. Il presidente dell’Unicredit, il Dott. Malandrino che ringrazia i suoi clienti, che sentono il valore e l’iniziativa della Fon.ca.ne.sa. ed annuncia che sono stati venduti tanti biglietti.

L’assessore alla sanità della Regione Siciliana Avv. Razza ha anticipato che nascerà la prima rete ematologica siciliana entro l’anno.

“Rosalba Massimino, fondatrice e presidentessa della Fondazione, si prende carico di noi come una madre, una sorella e un’amica sincera”, sottolinea con emozione l’Avv. Caruso, sorella di un ospite della casa, presente al gran galà, per testimoniare l’importanza che riveste la fondazione sul territorio siciliano. “Casa Santella ha rappresentato un luogo sicuro in un momento difficile di devastazione fisica ma anche un’opportunità di vita; il diciotto gennaio mia sorella ha dovuto ricorrere a delle tempestive cure in ospedale e solo l’immediata vicinanza al policlinico ha potuto scongiurare il peggio”, aggiunge. “Qui abbiamo trovato una dimora confortevole, con un entourage splendido diretto dalla signora Massimino che con cura e attenzione ci supporta. Casa Santella è famiglia per coloro che sono catapultati in una vita che non gli appartiene e non hanno scelto. E’ conforto in un momento che non si augurerebbe neanche al peggior nemico. Perché la malattia devasta, avvilisce, sconforta e unisce gli ospiti di casa Santella che condividono il dolore ma anche la speranza di poter riabbracciare i propri cari, di stargli accanto in un momento buio, ove la luce del domani appare un miraggio incerto, ove la paura di non farcela prende tavolta il sopravvento”. E Rosalba questo lo sa, perché lei in prima persona ha vissuto una perdita. Santella non c’è più, ma rivive ogni giorno nel cuore della sua mamma che con forza e dedizione lotta ogni giorno per dare una speranza concreta a chi oggi è affetto da leucemia. Il suo impegno sociale, umano dovrebbe farci riflettere. La morte di chi metti al mondo è un fatto innaturale. Contro natura. E’ uno strazio inqualificabile. Perdere una persona cara ci distrugge. Sopratutto se il soggetto è colui a cui abbiamo dato la vita. Eppure Rosalba, non si è mai arresa alla sofferenza. E con spirito altruistico, bontà e amore regala un sorriso a coloro che soffrono. Perché sopravvivere alla morte di un figlio è la prova più difficile che si possa superare. È una paralisi di corpo e anima che Rosalba ha mutato in donazione, in amore.

“Credo nel mio Dio e in me stessa, obbedire sempre ai miei principi, combattere contro il dolore con la gioia. Contro il buio con la luce per conquistare la vita”, scriveva Santella che ogni giorno con sguardo benevolo protegge i gli ospiti della casa e da la forza a Rosalba per continuare nella sua missione sociale. Perché l’amore vero, puro e sincero, quale è quello tra una madre e una figlia va oltre il tempo, la lontananza e la morte. Perché è infinito, e per sempre lo sarà. Grazie Rosalba sei un esempio di vita per la nostra meravigliosa città.

Yvonne Malfa

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